
Racconti di mare in immagini

Racconti di mare in immagini
I RACCONTI DEL MARE
3) L'uomo del mare
Sentiva l’odore del mare confondersi con quello del vino che ancora riempiva a metà qualche bicchiere lì sul tavolo. Oh, che bella la sua vita! Su quella barca ancorata nel porticciolo, su quelle vecchie e consumate assi di legno che avevano ormai il colore della cenere spenta. Glielo avevano detto i suoi vecchi amici, venuti ieri sera a festeggiare i suoi 55 anni. Tu si che sai vivere, tu si che hai scelto, non come noi che siamo stati trascinati dalla corrente della vita quotidiana, inquadrata nei ritmi folli di un lavoro qualunque. E ciascuno di loro aveva sollevato il bicchiere sgusciando cozze gratinate e guardando un cielo di stelle. I suoi amici…Aveva deciso di festeggiare con loro, che avevano belle mogli e belle case, su quella vecchia barca che era la sua casa da sempre.Lui che, dopo Elena non aveva più neppure una donna E si era parlato di libertà, di sogni irrealizzati, di un futuro incerto e vagabondo come lui. Per la verità lui aveva smesso di vagabondare da un pezzo e la sua vita somigliava più a quella di un vecchio pensionato che usciva di tanto in tanto per pescare. Non c’erano porti da inseguire e mari aperti da percorrere, ma ciascuno di loro voleva credere al sogno, voleva credere che almeno lui lo avesse raggiunto. E poi a completare una oleografia a metà tra il nostalgico e il patetico, la sua chitarra. Avevano cantato canzoni della loro giovinezza, canzoni che avevano segnato una generazione e che lì, sotto quel cielo marinaro, avevano un sapore più forte, come una pietanza stagionata con cura e tirata fuori per l’occasione. Quando loro erano andati via, sulle belle macchine ferme lungo il molo, era già quasi l’alba. “ Bella idea hai avuto, dobbiamo ripeterla” erano state le parole nell’andar via. Lui però sapeva che non sarebbe stato così, che il gioco bello dura una volta sola e il tempo che passa veloce non aiuta. Aveva molte cose da fare, doveva mettere a posto e pulire la barca e doveva sedersi ad ascoltare il mare. Sul fornellino il bricco del caffé. Nel mattino inoltrato una brezza leggera. E tutto il peso del vivere, quale che sia la tua scelta.
I RACCONTI DEL MARE
2)L'estate degli anni sessanta
La ragazza aveva quindici anni, un filarino con un compagno di liceo e molti sogni. La sua estate era tutta là, in quel minispazio di sabbia davanti alla casa, su quel moletto da pescatori dove spesso andava a leggere. E si, lei leggeva molto, leggeva di tutto e sognava. La vita a quel tempo sembrava promettere molto e quel mare, neppure tanto bello, ma tranquillo, le permetteva di fare lunghe nuotate e lunghe esposizioni al sole. Allora ci si scottava sempre e non c’erano protezioni 50 e passa e non si parlava di eritemi, di sole malato e altre cose. Erano anni diversi, meno stress e più ingenuità.. Quell’estate Fiorella notò “lui”che aveva un cappellino verde e uno sguardo penetrante. Lo aveva incrociato di sfuggita, una mattina, camminando sulla riva. Era stato un lampo e si era innamorata. Il suo fidanzatino di città dimenticato in un attimo, cancellato come le classiche orme sulla sabbia. Il ragazzo dal cappello verde era il capobanda di una piccola comitiva di residenti (quello non era un posto molto frequentato)e per lei che se ne stava sempre da sola quel gruppo sembrava il massimo dell’allegria e del divertimento.
Un pomeriggio, quasi al tramonto, mentre se ne stava come al solito sul moletto, immaginando strane avventure in paesi lontani, oltre la linea dell’orizzonte,la sua piccola realtà ebbe un sussulto. Quel ragazzo la raggiunse e le rivolse la parola. Da quel momento lei entrò a far parte della compagnia e si sentiva veramente al posto giusto. Lui non le rivolse mai una parola diversa, il suo atteggiamento restava quello di un compagno di giochi e lei invece pendeva solo dalle sue labbra e dal suo sguardo. Gli altri se ne erano accorti e lei rischiava di diventare l’oggetto di sfrecciate e risatine sotto i baffi. Poi l’estate finì e il primo a partire fu proprio Mauro. Lo aspettava ancora uno scampolo di vacanza con un viaggio in Svezia. Ricordo che a quei tempi
Sono passati molti anni e su un terrazzino affacciato sullo stesso mare una donna matura guarda i suoi figli adolescenti bagnarsi in quelle stesse acque sempre meno invitanti, ma, per una strana ironia della vita, molto più affollate di un tempo. L’uomo seduto accanto a lei legge un giornale sportivo e ogni tanto lancia una rapida occhiata all’orologio, in attesa dell’ora di cena. Ha capelli quasi bianchi, una discreta pancetta e parla poco. Quasi niente. Frequenta pochi amici, soprattutto lì, in quel paesino di mare e non è di buona compagnia.
Rossella ricorda un ragazzo bruno, con un cappellino verde e pensa..
Lui era tornato, nessuna svedesina lo aveva trattenuto. Si erano rivisti e da allora erano rimasti sempre insieme. Lui ora indossa un cappelletto blu con la visiera e sfoglia un giornale. E’ impigrito e indifferente e lei ha smesso di sognare da un pezzo.
I RACCONTI DEL MARE
1) La donna del nord
In quel punto della costa l'acqua era gelida perché il piccolo fiume che veniva dal canalone vi adagiava ogni tanto le sue acque. Ogni tanto, perché il fiume d'estate era quasi sempre in secca, scorreva tra ciottoli bianchi, sotto il ponte di pietra che congiungeva le due montagne e spesso si perdeva in rivoli diversi nel vallone, prima di arrivare al mare. E nel percorso si asciugava. Là, su quel litorale selvaggio, in quella spiaggia di pietruzze rosa e grigie, i gabbiani si fermavano a gruppi, immobili, voltati verso il mare, in attesa. E dalla piccola casa sulla montagna, anche una donna dal nome strano, consumava la sua attesa, il viso e gli occhi secchi per la troppa luce e la salsedine. Silenzio e stridio di gabbiani. Silenzio e vento, di mare e di terra. Qualche volta il vento era veramente violento, da quelle parti lo chiamavano "il Saraceno". E le trombe d'aria si vedevano scure avanzare sopra l'acqua, come cunei che scavavano mulinelli selvaggi. Una volta la donna aveva tentato di fotografarle e c'era pure riuscita, in parte. Non era facile però distinguerle, nella foto,senza averle prima viste dal vivo. Quando soffiava il Saraceno il promontorio si stagliava nitido in un cielo violaceo ed era tutto uno spettacolo grandioso. E lei era rimasta prigioniera di quella terra, anche ora che non aveva più nessuna ragione per restare. Astrid non era nata là, ma in un lontano paese del Nord Europa, dove soffia un vento ancora più forte. E gelido. E dove il sole è difficile da vedere. Poi aveva incontrato Tommasino e con lui si era fermata. Per 30 anni. E per trent'anni la piccola casa sulla montagna era stata la sua vita, quel mare, il suo mare. Ora che Tommasino se ne era andato e dormiva nel piccolo cimitero a mezza costa, lei era rimasta là, con i figli ormai grandi e lontani, partiti per quei paesi che lei un tempo aveva lasciato. I giorni l'avevano resa custode dei ricordi,custode di una tomba, dei gabbiani e del mare. In attesa del passare del tempo e dell'ora in cui avrebbe rivisto Tommasino. Prima o poi.
(fotocopia per gli amici di splinder)
LE PAROLE E IL TEMPO
Qualche volta due anni sono come un soffio di vento.
"Ma l'ho detto due anni fa"
E io lo sento dentro le orecchie come se fosse ieri. Ricordo pure l'intonazione della voce, ricordo lo sguardo attento, serioso, di chi cerca di non incespicare nelle parole.
La verità è che ci sono parole e parole e ci sono addii brevi che non finoscono mai.
Non è facile farsi degli auguri in un momentaccio come questo, ma la pace ora è quel che serve di più. Ora e anche dopo la Pasqua. A tutti.
Primavera finalmente più vicina ed io, come il poeta, sempre "altrove".
Apro la porta per un soffio d'aria nuova.
ORE
Non c'è più alcuna passione. Le dita chiuse, la mente rattrappita.
Niente entusiasmo, solo l'inutile sgretolarsi delle ore.
ORME
S'imprimono nel cuore
che ogni passo allontana.
( per lasciare un'impronta anch'io, di tanto in tanto...)
CANCELLARE
Direi che è arrivato il momento di cancellare il Natale, questa immagine e questo post.
Saluti a tutti.
(ovviamente mi riferisco al post precedente...)